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La Collana 180 a Trieste


NUOVE COLLABORAZIONI CITTADINE A TRIESTE
Al Posto delle Fragole si "mangeranno" anche i libri

 

 

 

 

Luoghi in cui le persone possono riappropriarsi di spazi cittadini, situazioni di convivialità e allo stesso tempo di cultura, dove succede che anche i libri si possono "mangiare". Sono questi gli elementi alla base di una nuova sinergia cittadina a Trieste che si avvia domani, a 37 anni dall'approvazione della Legge 180 (13 maggio 1978) e che vede protagonisti da una parte La Collina, storica cooperativa sociale d’inserimento lavorativo presente da oltre 25 anni nel mercato del terziario avanzato con sede nel Parco di San Giovanni, e dall'altra la Collana 180 - Archivio critico della salute mentale, edita dalle Edizioni alphabeta Verlag.
 

È da questa nuova collaborazione che gli avventori del Posto delle Fragole sito al centro del comprensorio di San Giovanni, potranno da domani trovare a fianco del comune menù dei piatti del giorno anche un menù di libri, che possono essere sfogliati, letti, assaggiati in attesa delle prime settimane di giugno quando verrà aperto l'angolo vendite.
 

"La Collina vuole essere impresa al servizio anche della cultura. Lo sviluppo d’impresa della cooperativa è stato profondamente segnato dallo stretto legame con questi luoghi che sono stati quelli della rivoluzione di Basaglia. Ecco perché ci è sembrato naturale mettere a disposizione e valorizzare i 13 titoli della Collana 180. In futuro, perché no, il menù potrebbe ampliarsi - ha dichiarato Fabio Inzerillo, Presidente di La Collina - a questa iniziativa si affiancheranno anche presentazioni di libri, incontri con gli autori".
 

Le due novità della Collana 180 in uscita toccheranno storie legate a Trieste: Dopo venuti a Trieste. Storie di esuli giuliano-dalmati attraverso un manicomio di confine 1945-1970 di Gloria Nemec e L'Istituzione inventata. Almanacco Trieste 1971-2010 di Franco Rotelli che dispiega quel che un vasto gruppo di persone ha fatto e tentato di fare, lavorando a Trieste dapprima con Franco Basaglia e poi per altri trent’anni dopo la sua morte. Quasi un Diario di lavoro di un gruppo che è stato comunque insieme per 40 anni.
 

 

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